Evanescenza

•ottobre 1, 2014 • Lascia un commento

Tra la seconda decade del mese di Settembre e la prima di Ottobre uno spettacolo lirico va in scena.
Lunghe sono le notti che ho passato in questo periodo dell’anno ad ascoltare quei canti intensi ed incessanti provenienti dal fitto dei boschi, una voce rauca e profonda da inizio al concerto, c’è chi tossisce per far capire di che rango è, c’è chi nella sua monotonia usa sempre la stessa nota e c’è quello che non ci sta e con un colpo di stanga lancia la sua sfida agli altri maschi dominanti. Tutto è apparentemente surreale e coinvolgente l’appennino sta prendendo vita un’altra volta, i boschi sono testimoni di un evento meraviglioso, è la stagione del Bramito è la stagione degli amori del cervo.
Il cervo nobile, che in questo periodo dell’anno, raggiunge il massimo della sua bellezza, regale nei suoi movimenti, incantevole durante le note del suo canto d’amore, distinta ed impetuosa è la sua forma durante il giorno, evanescente durante la notte, dove solo la luce delle stelle rende effimera la sua presenza.

Evanescence

Nikon D800, Nikon 300 f/2.8, AT/30” AV/2,8 Iso 1250, Gitzo 5542 LS

Camminare al crepuscolo a metà Settembre.

•settembre 16, 2014 • Lascia un commento

Camminare al crepuscolo inoltrato tra le grandi faggete, scariche di adrenalina che nessuna foto potrà mai raccontarti a pieno, una voce rauca spezza il silenzio circostante, un colpo di tosse, una mono nota continua e lamentosa ma nello stesso tempo dolce ed armoniosa, è il bramito, il dolce canto d’amore del cervo.

Camminare nella faggeta al crepuscolo inoltrato tra le grandi faggete, tozzi e possenti rumoreggiano tra i faggi, lunghi solchi come vie in costruzione s’intravedono nel bosco, è il cinghiale possente ed incredibilmente bello, la scrofa con i lattonzoli ormai divenuti rossi senza striature a zigzagare tra un insoglio ed un faggio con la loro caratteristica frenesia di gruppo.

Camminare al crepuscolo inoltrato tra le grandi faggete con solo la luce lunare a farti compagnia, Io unica presenza fuori luogo, Io impaurito per ogni rumore, io emozionato per ogni canto che ti penetra nel petto, IO continuamente violentato da emozioni forti, sto assaporando cos’è la fotografia naturalistica senza nemmeno scattare una foto.

Alcune volte la foto non importa, la sua importanza è resa inutile davanti a quello che si prova camminando al crepuscolo inoltrato tra le grandi faggete.

Ste

Ritratto di un piviere

•agosto 28, 2014 • Lascia un commento

Oggi vorrei proporre una mia interpretazione di ritratto di Piviere tortolino.
Penso che quando si ha la possibilità di avere davanti al proprio obiettivo un soggetto stra-confidente come questo piviere d’altura, bisogna azzardare il più possibile, tentare nuovi approcci, ma soprattutto dare sfogo al proprio istinto, perché e se non lo si fa, si potrebbe essere autori di una occasione persa. 
Quel giorno, il soggetto mi ha concesso tante foto, in controluce, ambientato, di lato, frontale e così via, poi però scorrendole in fretta nello schermo della reflex, mi sono accorto che stavo facendo le stesse foto di sempre, sempre uguali, sempre perfette ai miei occhi, ma sempre nuove copie per sostituire quelle dall’anno prima, finché…
…finchè un lampo a ciel sereno: Perché non esasperare l’inquadratura stringendola il più possibile?  la luce dell’alba e la confidenza del soggetto potevano essere elementi fondamentali per una foto diversa da quelle gia fatte in passato, e così è stato!

Ritratto

Scatto eseguito con Nikon D800, colpetto di flash, 105mm macro.

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: